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Tamponamento a catena: chi è responsabile?

Per individuare il responsabile se si verifica un tamponamento a catena, occorre capire se il sinistro sia avvenuto tra veicoli fermi in colonna o tra veicoli in movimento.


In caso di incidente tra due auto, di solito, si fa presto a capire di chi sia la colpa e chi, quindi, debba pagare. Più difficile il discorso nel caso di un tamponamento a catena: chi è responsabile? L’assicurazione di quale automobilista coinvolto deve essere chiamata ai danni? Cerchiamo di fare chiarezza, esaminando una sentenza del Tribunale di Agrigento [1] relativa proprio a un’ipotesi di tamponamento a catena. In essa si chiarisce che, per individuare il responsabile in caso di incidente con diverse macchine una dietro l’altra, è necessario distinguere a seconda che  il sinistro sia avvenuto tra veicoli fermi in colonna o tra veicoli in movimento.

 

Indice
1 Tamponamento: chi paga?
2 Tamponamento a catena: chi paga?
2.1 Veicoli fermi in colonna
2.2 Veicoli in movimento
3 Tamponamento a catena: che fare per non pagare?
4 Tamponamento a catena: si applica l’indennizzo diretto?
5 Tamponamento a catena: che fare nell’immediato?


Tamponamento: chi paga?

Spesso usiamo il termine “tamponamento” in modo generico per indicare, semplicemente, due mezzi che si scontrano: in realtà, il tamponamento è un tipo specifico di sinistro stradale che si ha quando un veicolo con la sua parte anteriore urta la parte posteriore di un altro veicolo che lo precede sulla carreggiata. Quindi, prendendo alla lettera quanto detto, se ad un incrocio il veicolo A non rispetta lo stop e va a urtare il veicolo B sulla fiancata, sarebbe scorretto parlare di tamponamento.

In un’ipotesi di questo genere, la responsabilità è del mezzo che ha provocato il  tamponamento [3] che – si presume – non ha rispettato le norme sulla distanza di sicurezza, che deve essere almeno uguale allo spazio percorso durante il tempo che passa tra la prima percezione di un pericolo e l’inizio della frenata. L’unico modo che ha il tamponatore per non dover pagare i danni è riuscire a provare che l’incidente non si è verificato per colpa sua: ad esempio, perché il conducente della macchina tamponata, per salutare un amico, ha frenato improvvisamente.

 

Tamponamento a catena: chi paga?

Nei tamponamenti a catena, individuare il responsabile è più difficile. Ciò perché la legge dice che bisogna distinguere tra il sinistro avvenuto tra veicoli fermi in colonna e quello avvenuto tra veicoli in movimento.

 

Veicoli fermi in colonna

Se le auto sono ferme in colonna, ad esempio, a un semaforo rosso o in coda nel traffico, si ritiene che il “colpevole” sia il conducente dell’ultimo veicolo: egli, infatti, causa il primo urto da cui derivano i successivi e, pertanto, sarà lui a dover risarcire i conducenti delle altre auto coinvolte.

 
Veicoli in movimento

Se, invece, il tamponamento a catena coinvolge autoveicoli in movimento, si presume che la colpa sia, in ugual misura, di tutti gli automobilisti che hanno contribuito a produrre il danno subito dai singoli mezzi [4]. In sostanza, si considerano responsabili, allo stesso modo i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), che non hanno rispettato la distanza di sicurezza rispetto al veicolo che li precedeva. In altre parole, ogni automobilista paga il conducente del veicolo che gli sta davanti, per i danni che questo ha subito nella parte posteriore del mezzo.

 

Tamponamento a catena: che fare per non pagare?

Che fare, quindi, per non dover risarcire? C’è un modo per non essere ritenuto responsabile? Certo che sì: ciascun conducente dovrà provare di aver fatto tutto il possibile, una volta tamponato, per evitare di tamponare il veicolo davanti. In pratica deve dimostrare di aver rispettato le distanze di sicurezza e che, ad esempio, il vero motivo per cui non si è riusciti ad evitare l’urto è stato la velocità del veicolo proveniente da dietro.

 

È chiaro che il primo veicolo della colonna – che viene tamponato, ma non tampona nessun altro – non avrà mai alcuna responsabilità.

 

Tamponamento a catena: si applica l’indennizzo diretto?

In caso di tamponamento a catena, non può essere applicato il sistema del cosiddetto indennizzo diretto, cioè la richiesta di risarcimento alla propria assicurazione (anziché a quella del responsabile del sinistro). La domanda risarcitoria, quindi, non andrà mai inoltrata alla propria compagnia ma, a seconda dei casi, ci si potrà rivolgere o al veicolo direttamente tamponante (se i veicoli sono in movimento) o all'ultimo veicolo, se i veicoli sono fermi in sosta.
 
La persona trasportata su uno dei mezzi coinvolti dovrà sempre richiedere i danni alla compagnia che assicura il mezzo su cui si trovava al momento dello scontro.

 

Tamponamento a catena: che fare nell'immediato?

Le fasi concitate che seguono al tamponamento diminuiscono la nostra lucidità e con quella degli altri conducenti. Ecco perché è sempre meglio chiamare le forze dell’ordine, che saranno in grado, al meglio delle loro possibilità, di rilevare quanto avvenuto e attribuire responsabilità in modo chiaro.

 

[1] Trib. Agrigento sent. n. 674 del 24.04.2017.

[2] Cass. sent. n. 18234 dello 03.07.2008.

[3] Art. 141 cod. str.: «È obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione».

[4] Art. 2054, co. 2, cod. civ. come risulta da Cass. sent. n. 8481 del 27.04.2015.


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